Chi siamo

Due giovani psicologhe in formazione, giusto per non dire che dopo test di ingresso, 5 anni di studi universitari e due lauree non siamo ancora considerate psicologhe a tutti gli effetti ma dobbiamo continuare a provare le nostre competenze, con lavoro non retribuito.

Come molte cose in questa vita però, anche questo lungo e interessante travaglio, porta con sé qualcosa di buono. Il tirocinio professionalizzante infatti ci ha fatte conoscere, dando vita a quella che è diventata una bella amicizia. Un incontro che, pur muovendosi dai bisogni di sostegno di entrambe in un momento delicato, visto l’inizio di qualcosa di nuovo e sconosciuto, è riuscito ad attecchire su un terreno evidentemente fertile e a trasformarsi anche in una collaborazione semi-professionale (ricordate? Siamo ancora psicologhe a metà). Trovando numerose somiglianze nel modo di affrontare la sofferenza nell’ambiente lavorativo ma anche nella nostra vita privata, e accumulando, nel tempo, esperienze, battute, momenti e scatch indimenticabili, sia da professioniste che da professioniste in incognito (perchè tanto lo pensate sempre tutti che gli psicologi analizzano ogni persona che incontrano, quindi lavoriamo h24) abbiamo deciso di lasciare una traccia di questo periodo della nostra vita. Anzi più tracce. Alcune scritte e più elaborate, come i racconti che troverete qui nel nostro blog, altre più leggere e semplici, come le immagini e le gag che troverete nella nostra pagina Fb e altre ancora più immediate, fruibili e quotidiane come quelle che potrete trovare sul nostro profilo Instagram (trovare tutti i contatti nella sezione “contatti”, che magia!).

Perché questa fotografia?

Per questa sezione abbiamo volutamente scelto questo nostro scatto perché rappresenta come ci sentiamo in questo momento. Questa foto è riuscita a catturare un istante infinitamente breve, durante il quale la piccola rana si lancia in un salto verso l’infinitamente grande. Un atto che spaventa e intimorisce ma non per questo non viene compiuto. La rana, nonostante l’ignoto, va incontro al suo destino. Così come lei abbandona una mano che l’ha accolta, per abbracciare qualcosa di sconosciuto, così noi abbandoniamo le nostre resistenze interiori, per trovare il coraggio di dar voce al nostro punto di vista.