Scarpe&Scarpe

Sono sempre stata una femmina poco interessata al mondo della moda, il cambio stagione per me è quando devi andà all’orto a cavà le patate e piantà i broccoli. I vertiginosi tacchi che le donne amano indossare per sedurre o pè vedesse belle io li usavo pè fà i buchi alla terra mia e piantà i fagioli, per dire. Per queste e per le mille altre ragioni che trovate nella mia intervista a DonnaCisterna in merito a come disseppellire la vostra femminilità usando la zappa, non riesco a capacitarmi di ciò che sto per raccontare.

Martina sta facendo i bagagli per tornare a casa e, insieme alla mia compagna d’avventure, le do una mano. Dopo aver riempito lo stesso numero di pacchi che mi madre m’ha mandato, negli ormai quasi dieci anni da fuori sede,solo con i vestiti, è ora de passà alle scarpe. 

Mi guardo intorno e non vedo scarpiere, le terrà sotto al letto come tutti i bravi cristiani, mi dico ma nel dubbio: “Martì. dove le hai le scarpe”.

Alza il braccio indicando na specie de congelatore a pozzetto de legno, resto n’attimo confusa. I mobili a pozzetto so quelli che sai che ce metti ma non sai che ce ritrovi, tipo mamma na vorta c’aveva messo le conserve e quanno fece pè prenderle uscirono gli ispettori dell’ASL pè di che er pozzetto non era a norma. Traumi che riemergono a parte mi chiedo se questa pè davero tiene le scarpe ner buco nero, ovviamente la risposta è truce come la vita.

Che tocca fa? Apriamolo. 

I pacchi so finiti e iniziamo a riempì i sacchi. Er primo è na collezione de sneakers che a digli trash è un complimento, poi so talmente tante che se rompe er sacco. Avvolgiamolo cò n’altro sacco. 

Iniziamo a riempire il secondo con stivali, stivaletti, tronchi, tronchetti, tacchi, tacchetti che me pare de sta ad allestì la vetrina di Scarpe&Scarpe. Arriviamo ar terzo. Poi er quarto. Inizio a sentì la fatica, er pozzetto se n’è accorto perchè inizia a sputà scarpe spaiate così l’infame ti tiene col fiato sospeso tanto che te chiedi: la troveremo la compagna de questa? Boh, chi lo sa? Er pozzetto in questo momento se sente come Commodo ne “Il Gladiatore” quando decide chi vive o chi more. Arriviamo a metà del sesto sacco e er pozzetto pare avè finito di ricordamme quante scarpe non avrò mai nella mia vita. 

“Martì chiudiamo?” chiedo dopo aver già fatto un bel nodo al sacco. 

“Nooo aspettaaaa” urla sillabando alla velocità del dottor Cox infuriato “ci sono ancora quelle sotto al letto”.

Regà l’unica consolazione è stata che almeno c’avevo preso a pensà che era una brava cristiana che teneva le scarpe sotto al letto. Quelle che c’entravano.

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